venerdì 13 marzo 2026

Il caso Persico: tra archivi, partiture e memoria musicale


Ricerca musicologica e memoria culturale


Il caso Persico: tra archivi, partiture e memoria musicale


Ci sono nomi che attraversano la storia della musica come fari luminosi e altri che, pur avendo partecipato alla vita artistica del loro tempo, finiscono per rimanere nascosti tra le pieghe degli archivi.



 Non perché privi di valore, ma perché la storia tende spesso a concentrarsi su pochi grandi protagonisti. In realtà, accanto a questi, esiste una costellazione di autori che hanno contribuito a costruire il paesaggio culturale di un’epoca.


È proprio da questa zona meno esplorata della memoria musicale che emerge oggi quello che potremmo definire il caso Persico: la riscoperta del compositore napoletano Mario Persico, riportato all’attenzione degli studiosi grazie alla nuova edizione del volume Mario Persico e la sua produzione operistica, firmato dal tenore e ricercatore musicale Luca Lupoli insieme al soprano Olga De Maio.


Il libro rappresenta uno dei contributi più completi dedicati alla figura del compositore e alla sua attività nel panorama del teatro musicale italiano tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.


Una nuova edizione ampliata


La nuova pubblicazione non si limita a riproporre la prima edizione del saggio, ma si presenta come un lavoro ampliato e profondamente arricchito. Il volume integra infatti nuovi documenti, lettere, fotografie storiche e materiali d’archivio che contribuiscono a delineare con maggiore precisione il profilo artistico e umano del compositore.


Un ruolo fondamentale in questo percorso di ricerca è stato svolto da Sergio Nuvola, nipote di Mario Persico, che ha messo a disposizione degli autori documenti conservati nell’archivio familiare.


 Attraverso queste testimonianze emergono ricordi, immagini e frammenti di vita che restituiscono al compositore una dimensione viva, collocandolo all’interno del suo ambiente culturale e umano.


Il volume assume così anche il valore di un racconto della memoria musicale, dove la ricerca storica si intreccia con la ricostruzione di un contesto artistico più ampio.


Le partiture autografe e il laboratorio creativo


Il cuore del saggio è rappresentato dall’analisi della produzione operistica di Persico.

 Gli autori hanno affrontato lo studio delle sue opere attraverso il confronto diretto con le partiture autografe, entrando così nel laboratorio creativo del compositore.


Le analisi si concentrano su alcuni episodi melodrammaturgici centrali delle opere, osservati dal punto di vista della relazione tra musica, parola e azione scenica. 


Questo approccio permette di comprendere il modo in cui Persico costruisce le tensioni narrative delle scene, sviluppa i temi musicali e definisce la psicologia dei personaggi.


Attraverso questa lettura delle partiture emerge una scrittura musicale capace di coniugare cantabilità e tensione drammatica, elementi fondamentali nella tradizione del melodramma italiano.


Tra verismo e sensibilità novecentesca


Collocato nel contesto del teatro musicale italiano del primo Novecento, Persico appare come un autore profondamente legato alla tradizione del melodramma ma allo stesso tempo aperto alle trasformazioni del linguaggio musicale del suo tempo.


La sua scrittura dialoga con la stagione del verismo operistico, evocando atmosfere e soluzioni espressive che rimandano alla produzione di compositori come Mascagni, Cilea e Giordano. 


Allo stesso tempo, emerge una particolare attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi e alla costruzione drammaturgica delle scene.


Questo equilibrio tra tradizione e sensibilità moderna rende la figura di Persico particolarmente interessante per comprendere il passaggio tra l’Ottocento e il Novecento nel teatro musicale italiano.


Le prefazioni: la voce della critica e quella dell’interprete


La nuova edizione del volume si apre con la prefazione del Prof. Michelangelo Iossa, critico musicale e ricercatore universitario, che interpreta il lavoro di ricerca come un importante gesto di restituzione culturale.


Nel suo intervento, Iossa sottolinea come la figura di Persico si collochi in una zona di confine tra la grande tradizione del melodramma italiano e le influenze europee del suo tempo, evidenziando il valore culturale della sua riscoperta.


Accanto a questa prospettiva critica si colloca la prefazione del tenore di fama internazionale M° Fabio Armiliato, presente già nella prima edizione del saggio. 


Armiliato osserva la musica di Persico dal punto di vista dell’interprete, mettendo in luce la qualità della scrittura vocale e la capacità del compositore di costruire linee melodiche efficaci e teatrali.


Studiare i “minori” per comprendere i grandi


Uno dei temi centrali del volume riguarda il ruolo degli autori spesso definiti “minori”. Nella storia della musica questa definizione non indica necessariamente una minore qualità artistica, ma piuttosto una minore presenza nei repertori o nelle storie ufficiali.


La critica storico-letteraria ha sempre evidenziato un principio fondamentale: per comprendere pienamente i grandi autori è necessario conoscere anche il contesto culturale in cui essi hanno operato. Lo stesso vale per la musica.


Studiare compositori meno noti significa ricostruire il tessuto creativo di un’epoca, comprendere le influenze reciproche tra artisti e restituire alla storia una visione più ampia e completa.


Un gesto di restituzione culturale

In questo senso, la nuova edizione di Mario Persico e la sua produzione operistica rappresenta non solo un contributo alla ricerca musicologica, ma anche un vero e proprio atto di restituzione culturale.


Riportare alla luce un compositore dimenticato significa infatti riannodare il filo della memoria musicale e restituire al presente una voce che il tempo aveva quasi cancellato.


Il caso Persico diventa così il segno di quanto la ricerca, quando incontra la passione per la musica e per la storia, possa ancora aprire nuove prospettive nella conoscenza della nostra tradizione artistica


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domenica 21 dicembre 2025

Concerto di Capodanno – New Year Arts Gala 2026

 A Napoli un evento irripetibile: belcanto, danza d’epoca e i tesori etruschi del Museo De Feis

Concerto di Capodanno – New Year Arts Gala 2026


Napoli inaugura il 2026 con un evento culturale unico nel suo genere, capace di unire in un’unica esperienza belcanto lirico, melodramma, operetta, romanze da salotto, danza classica, danze d’epoca in costume fin de siècle e la visita esclusiva a uno dei luoghi museali più prestigiosi e rari della città: il Museo Etrusco De Feis.

Domenica 4 gennaio 2026, presso l’Istituto Denza di Napoli, andrà in scena il Concerto di Capodanno – New Year Arts Gala, un progetto culturale che supera la forma tradizionale del concerto per proporsi come percorso multidisciplinare tra arti performative e patrimonio storico-archeologico, offrendo al pubblico un’esperienza di alto valore artistico e divulgativo.

La manifestazione si distingue per l’originalità della proposta, che mette in dialogo il belcanto nelle sue diverse declinazioni – dal melodramma all’operetta, dalle romanze da salotto alla tradizione vocale ottocentesca – con la danza classica e le danze d’epoca fin de siècle, eseguite in costumi storici, ricreando l’atmosfera elegante dei salotti musicali tra Otto e Novecento.






Ad aprire la serata, alle ore 18:00, sarà una visita guidata esclusiva al Museo Etrusco De Feis, resa possibile grazie alla gentile concessione del Rettore dell’Istituto Denza, Padre Giuseppe Montesano.

Il Museo De Feis rappresenta un unicum a Napoli e in Campania per la ricchezza e l’importanza delle sue collezioni etrusche, che comprendono urne cinerarie, ceramiche figurate, reperti funerari, oggetti rituali e testimonianze di straordinario interesse storico e artistico, offrendo al pubblico una rara opportunità di approfondimento sulla civiltà etrusca e sul suo patrimonio materiale.

Alle ore 19:00 seguirà il Gala spettacolo presso l’Auditorium dell’Istituto Denza. 


Protagonisti saranno il soprano Olga De Maio e i tenori Luca Lupoli e Lucio Lupoli, accompagnati al pianoforte dalla Maestra Natalya Apolenskaja, in un programma che attraversa il melodramma, l’operetta e le romanze da salotto, valorizzando la grande tradizione vocale italiana.



La dimensione musicale sarà arricchita dalle danze fin de siècle del gruppo Danzando nel Tempo, diretto dai Maestri Rosario Forestiere e Ione Spagnuolo, e dalla partecipazione di OrigamiPolo Didattico della Danza e del Movimento, contribuendo a un dialogo raffinato tra voce, movimento e gesto scenico, nel segno dell’eleganza storica.

La serata sarà presentata dall’attore Carmine Tremolaterra, che accompagnerà il pubblico con interventi narrativi e contestualizzazioni storiche, favorendo una fruizione consapevole e partecipata dei diversi linguaggi artistici.

Il Concerto di Capodanno è organizzato dall’Associazione Culturale Noi per Napoli, rappresentata dal soprano Olga De Maio e dal tenore Luca Lupoli, e dall’Associazione Primavera, presieduta dal M° Gianni Panachia, in collaborazione con l’Istituto Denza.

Partecipa inoltre l’Associazione Nazionale Carabinieri – Protezione Civile, rappresentata dal Presidente Francesco Tranfaglia e dal Vicepresidente Vincenzo Marino, a sottolineare il valore civico, sociale e culturale dell’iniziativa.

La manifestazione gode dei patrocini morali del Comune di Napoli e della I Municipalità di Napoli, a riconoscimento del suo rilevante interesse pubblico e del contributo offerto alla valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.

Il contributo associativo è di € 12, comprensivo di visita guidata al Museo Etrusco De Feis, Gala spettacolo e parcheggio interno, con l’obiettivo di rendere accessibile a un pubblico ampio un evento di alto livello artistico e culturale.

🎟 INFORMAZIONI E BIGLIETTI

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domenica 16 novembre 2025

UNA “CARMEN” STORICA A LIMA, IN PERÙ

 UNA “CARMEN” STORICA A LIMA, IN PERÙ


«Questa sera abbiamo veramente scritto la storia!» — ha dichiarato il tenore italiano Fabio Armiliato al termine della recita di Carmen nell’Arena di Plaza de Acho a Lima: uno dei più antichi edifici di questo genere al mondo e certamente il più antico delle Americhe.

Per la prima volta nella sua lunghissima storia, l’arena ha ospitato un’opera lirica, perfettamente adattata ai suoi spazi. 



La presenza di 8.300 spettatori, stipati in questo luogo magico, ha dato la misura del successo di una scommessa fortemente voluta da Merlin Comunicaciones e sostenuta dall’intraprendenza e dalla lungimiranza di imprenditori locali, con il supporto delle Istituzioni peruviane.


Un vero gemellaggio tra Cile e Perù, esempio mirabile del linguaggio dell’unione tra i popoli nel nome dell’arte, della musica e della cultura del bello, per condividere insieme emozioni davvero indimenticabili.



Tutti i presenti hanno espresso lo stesso pensiero: «una serata indimenticabile e di altissimo livello artistico».


La presenza di grandi star internazionali, come il tenore italiano Fabio Armiliato e il direttore d’orchestra Michelangelo Mazza, ha portato un valore aggiunto e arricchito ulteriormente la produzione, unendo la loro esperienza e classe a quelle degli altri eccellenti interpreti di questa edizione già entrata nel mito del Paese: il mezzosoprano brasiliano Luciana Bueno, una delle migliori Carmen del momento; il soprano cileno Constanza Olguín e il baritono cileno Patricio Sabadel.


La regia dello spettacolo — ideata da Gianpaolo Martelli e realizzata da Gonzalo Tomchowiack con i collaboratori di Merlin Comunicaciones — è stata concepita con grande intelligenza scenica, sfruttando in modo spettacolare i calli della corrida.


 Il palcoscenico, collocato al centro dell’arena, e l’orchestra, disposta su un lato insieme al coro (sostituito in scena da figuranti), hanno creato un impianto scenico di forte impatto visivo, arricchito da fondali proiettati che restituivano un’atmosfera pienamente credibile.


La Carmen di Luciana Bueno ha convinto per la vocalità sicura e il registro acuto impressionante, oltre che per la perfetta aderenza al ruolo.


 Fabio Armiliato, dal canto suo, ha portato in scena la sua grandissima esperienza, con un’interpretazione carismatica e piena di intensità drammatica, sostenuta da una vocalità ancora sorprendentemente integra e giovanile.


 Particolarmente apprezzata la dolcezza e il controllo dei fiati nel duetto con Micaela del primo atto.


La Micaela di Constanza Olguín ha colpito per la sensibilità interpretativa, soprattutto nella romanza del terzo atto, sorprendendo per il volume sonoro e la presenza scenica, perfettamente in linea con il carattere del personaggio. 


Il baritono Patricio Sabadel ha dato vita a un Escamillo di grande presa vocale e dal temperamento brillante, capace di conquistare la simpatia del pubblico. 


Da segnalare anche la partecipazione della bravissima chitarrista italiana Carlotta Dalìa.


Straordinario il lavoro del maestro Michelangelo Mazza, che ha diretto l’orchestra peruviana con bravura e con una sapiente capacità di gestione di una complessa macchina scenico-musicale: numerosi interpreti, spazi ampi, assiemi difficili e l’utilizzo, mai semplice, dell’amplificazione nella musica lirica. 


In questo caso, il risultato è stato ottimale grazie anche ai tecnici di Merlin Comunicaciones e alla collaborazione con i tecnici locali.


L’accoglienza del pubblico è stata entusiastica, con ripetute chiamate al proscenio per tutto il cast e un entusiasmo incontenibile. 


La volontà condivisa da tutti è quella di ripetere presto questa straordinaria esperienza, in un ambiente magico dal sapore esotico e ricco di forti suggestioni.


Complimenti a tutta l’organizzazione, che ha avuto il coraggio di affrontare — per la prima volta nella storia — un esperimento tanto ambizioso quanto perfettamente riuscito.


Dal nostro inviato per “Opera Columbia”.



noipernapolipress 

martedì 23 settembre 2025

Morenita: il primo successo di Mario Persico tra verismo e sacrificio

 

 Morenita: il primo successo di Mario Persico tra verismo e sacrificio



Un legame suggellato da Mascagni

di Luca Lupoli 

«Un’efficace autografia rivela il legame di stima e di augurale riconoscenza che unì Pietro Mascagni e Mario Persico.»


L’autografo di Pietro Mascagni, datato 30 aprile 1917, segna simbolicamente l’inizio di un rapporto che avrebbe avuto grande importanza per la carriera del giovane compositore partenopeo.

Mascagni, già celebre autore di Cavalleria rusticana, fu presidente della giuria del Concorso Lirico Nazionale del 1922. In quell’occasione Mario Persico conquistò il Primo Premio con il dramma lirico in un atto Morenita (libretto di Luigi Sbragia).

L’opera debuttò il 19 aprile 1923 al Teatro di San Carlo di Napoli, dando avvio alla parabola artistica del musicista.


Il dramma lirico Morenita 

Un concentrato di amore, libertà e sacrificio.

La protagonista Morenita sceglie il suicidio per restare unita al suo Juanito, rivoluzionario condannato a morte. Un sacrificio che riecheggia la Tosca di Puccini, anch’essa conclusa da un gesto estremo per amore.


Ambientazione: Messico, durante il “porfiriato” di Porfirio Díaz (1876-1911).

Scenario iniziale: l’osteria di Josè, “compagno della muerte”, dove i rivoluzionari fingono di giocare a carte mentre organizzano la liberazione di Juanito.

📌 BOX DI APPROFONDIMENTO – Il libretto e le fonti

Il testo di Luigi Sbragia, poeta fiorentino, nasce dal confronto costante con Persico, documentato da un carteggio fitto.

Il libretto mette in luce una scrittura fosca, passionale e verista, caratterizzata da “vivi e coloriti bagliori”.

Un’opera che, pur richiamando l’eco pucciniana, segna l’ingresso di Persico nel panorama musicale con una voce propria e originale.


L’eredità di Morenita 





Il successo al concorso e la rappresentazione al San Carlo consacrarono Mario Persico come uno dei giovani compositori più promettenti del suo tempo.

La sua musica, intensa e teatrale, coniuga tradizione verista e innovazione drammaturgica, delineando un percorso artistico di grande interesse.


Un tema al centro della nuova edizione

Tutti questi aspetti saranno approfonditi nella prossima ristampa del saggio di Luca Lupoli, tenore e musicologo partenopeo:


📖 Mario Persico e la sua produzione operistica


Il volume rappresenta il primo studio monografico dedicato al compositore napoletano e offrirà al pubblico nuove chiavi di lettura di un’opera dimenticata, ma fondamentale per comprendere il Novecento musicale italiano.

La nuova edizione includerà inoltre un’analisi dettagliata di Morenita sia dal punto di vista musicale che da quello del testo, restituendo così la complessità e la modernità di questa prima prova teatrale di Persico.


✍️ Luca Lupoli

Tenore e musicologo



domenica 8 giugno 2025

ECHI D’ETRURIA E ARMONIE FIN DE SIÈCLE Musica, Danza e Storia per la Festa della Musica 2025

 

ECHI D’ETRURIA E ARMONIE FIN DE SIÈCLE  Musica, Danza e Storia per la Festa della Musica 2025

In occasione della Festa della Musica, il prossimo 21 giugno 2025 alle ore 19:30, l’Associazione Culturale Noi per Napoli, con il patrocinio morale del Comune di Napoli e della Prima Municipalita' ,in collaborazione con l’Associazione Culturale Primavera del M° Gianni Panachìa, presenta un evento unico nel suo genere che intreccia arte, storia e spettacolo: “Echi d’Etruria e Armonie Fin de siècle”.

Il pubblico sarà accolto presso l’Istituto Denza (Via Discesa Coroglio 9, Napoli), che per l’occasione aprirà,su gentile concessione del Rettore,Padre Giuseppe Montesano,in via straordinaria le porte del Museo Archeologico Etrusco De Feis. Accompagnati da una guida esperta, i visitatori potranno scoprire l’affascinante collezione ottocentesca “Alla Querce”, raccolta tra il 1869 e il 1888 dal padre barnabita Leopoldo De Feis. Oltre 800 reperti, tra ceramiche, bronzi e manufatti provenienti da Orvieto, Montesarchio e dal territorio campano, raccontano la passione per l’archeologia e l’antiquariato tipica del gusto fin de siècle. La visita guidata sara' curata dalla Dott.ssa Lydia Tarsitano,giornalista professionista e coordinatrice del progetto nazionale giornalisti Beni Culturali. 

A seguire, nel suggestivo giardino  dell’Istituto, prenderà vita il recital lirico "Note d’Amore – Passeggiate e Serenate", un raffinato programma musicale che spazierà dalle arie da salotto e romanze d’opera ai brani della tradizione classica napoletana, interpretati dal soprano Olga De Maio, dal tenore Luca Lupoli e dalla pianista Natalya Apolenskaja.

A rendere l’atmosfera ancora più magica saranno le danze storiche del gruppo “Danzando nel Tempo”, diretto dai Maestri Rosario Forestiere e Ione Spagnuolo, che con le loro coreografie evocano l’eleganza e l’estetica liberty dell’Ottocento.

Un viaggio affascinante attraverso l’eredità millenaria degli Etruschi e le suggestioni artistiche del XIX secolo, per celebrare la musica come ponte tra epoche e culture.

📍 Durata della visita al museo: circa 60 minuti
🎵 Durata del concerto: circa 25 minuti
🎫 Contributo di partecipazione: €15
📲 Prenotazione obbligatoria – posti limitati
ℹ️ Info: Associazione Culturale Noi per Napoli
📞 339 4545044 – 🌐 www.noipernapoliart.it – 📧 noipernapoliart@gmail.com

Utilizza il link sotto  per il pagamento via PayPal.

https://paypal.me/NoiperNapoli?country.x=IT&locale.x=it_IT

Un’occasione imperdibile per vivere arte, bellezza e musica in un’atmosfera fuori dal tempo






mercoledì 15 novembre 2023

Gli Aria Nova in Concerto con il Vintage Tour 80



Gli Aria Nova in Concerto con il Vintage Tour 80 




Carlo Ferrini,classe 69, e' un cantautore napoletano, innamorato della musica " anni 80 ",ha formato  un gruppo chiamato" Aria Nova",insieme ad un amico di vecchia data ,Antonio Vitale,classe 69,
con il quale suona  insieme da sempre .

 Dopo una pausa di 20 anni,hanno ripreso a suonare per portare avanti un progetto ambizioso, intitolato " Vintage Tour 80 " per una serie di concerti e serate dedicate alla musica anni 80 da loro rivisitate, un racconto in musica dei nostri anni 80 .

La prima serata , quella forse più importante, si terrà a Napoli  il 16 dicembre 2023 al teatro Auditorium Salesiani "Salvo D' Acquisto" in via Morghen 58 a Napoli . 

Oltre agli Aria Nova, composto da Carlo Ferrini ed Antonio Vitale , in questa serata si alterneranno sul palco alcuni amici musicisti, come Antonio Federici (basso elettrico,Antonio Bottone  basso elettivo ed acustico,Pasquale Pernella,basso elettrico,Maurizio Ponzo,chitarra elettrica /classica /acustica .

Carlo ed Antonio Vitale più di insieme a Pasquale Pernella nel 1988 hanno tenuto sempre  al teatro Salesiano l' ultimo concerto.
  Il testo e la musica di alcuni brani del programma sono sempre di Carlo Ferrini.

 La caratteristica di questo concerto, in programma,sarà un racconto in musica dei nostri anni 80 :sara' una bella storia ma soprattutto ci saranno momenti in cui verranno ricordati alcuni elementi che hanno fatto parte del gruppo e che  purtroppo non sono più tra noi .

Il repertorio  che proporranno per la serata del 16 dicembre consistera' in 20 cover di quegli anni ed anche in  tre  inediti di Carlo Ferrini, tra i quali" L Alba vista dal mio cuscino" presentato e cantato  a" Casasanremo live box "nel febbraio del 2023,  inoltre il suo nuovo inedito con il quale sara'  nuovamente  a Casasanremo live box 2024, nel cuore pulsante della musica italiana , durante il Festival di Sanremo !

I  brani di Carlo sono autobiografici ma non solo:  ad esempio il brano " Altrimenti non so" che verra'  eseguito la sera del 16 dicembre,parla di una storia d 'amore di un amico che gli chiese di scrivere per lui qualche cosa che parlasse della sua storia .
 
Le radici musicali di Carlo partono da una famiglia nella quale si suonava tutta la musica anni 60/70 e quello che vorrebbe realizzare è il suddetto   progetto "Vintage tour 80" e cioè portare in giro per ' Italia la nostra musica anni 80 rivisitata in un loro personalissimo modo.


L'idea e la finalità' che sottende il progetto di Carlo e Antonio e' quella di riportare nei locali e nei teatri la musica anni 80 da loro reputata la migliore in assoluto 
e che sicuramente contribuirebbe a far tornare a sentire la vera musica italiana e non.

In quest' anno Carlo Ferrini  sempre insieme ad Antonio Vitale ,ha pubblicato i suoi vari lavori discografici,come si diceva,  il primo " L alba vista dal mio cuscino", presentato a Casasansremo,in un  cd con 10 cover e 2 inediti.

 Carlo,molto entusiasta per questo progetto, rivolge un invito particolare al  pubblico per invogliarlo ad assistere al  suo prossimo  concerto  " Vintage tour 80" perché ci saranno momenti veramente piacevoli e carichi di emozioni che riporteranno gli spettatori nei mitici anni 80 . 

Per chi desiderasse partecipare, ci si augura  in tanti, i biglietti saranno messi  in vendita dal 7 novembre,  al costo  di 10 euro .

Si potranno acquistare al botteghino del teatro oppure direttamente sulle loro pagine social qui sotto indicate 

Vintage Tour 


Carlo Ferrini 


Vintage Tour 80
16 dicembre 2023 h.21:00
Teatro Salesiani "Salvo D' Acquisto "
Via Morghen 58 Napoli